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CHI DEVE VACCINARSI

Popolazione in genere
Chiunque, dall’età di 6 mesi, voglia evitare l'influenza, può vaccinarsi.
Le persone che forniscono importanti servizi per la Collettività, (quali la polizia, i vigili del fuoco, i servizi medici di emergenza), dovrebbero vaccinarsi per se stessi in quanto esposti a contatti e per gli altri in modo da non interrompere quei servizi durante l'epidemia.
Categorie a Rischio
1. soggetti al di età pari o superiore a 65 anni;
2. soggetti in età infantile ed adulta affetti da:
a. malattie croniche a carico dell'apparato respiratorio (asma, bronchite cronica, enfisema), cardiocircolatorio (ipertensione arteriosa, cardiopatia ischemica, ecc.), degli organi emopoietici, nefrologico ed urologico ( insufficienza renale cronica, nefropatie, ipertrofia della prostata, ecc.)
b. diabete mellito ed altre malattie del metabolismo
c. sindromi da malassorbimento intestinale
d. fibrosi cistica
e. malattie congenite o acquisite che comportino grave immunodeficienza, inclusa l’AIDS
f. patologie per le quali sono programmati importanti interventi chirurgici;
3. soggetti addetti a servizi pubblici di primario interesse collettivo;
4. personale di assistenza o familiari di soggetti ad alto rischio;
5. bambini reumatici soggetti a ripetuti episodi di patologia disreattiva che richiede prolungata somministrazione di acido acetilsalicilico e a rischio di Sindrome di Reye in caso di infezione influenzale.

PERIODO OTTIMALE PER LA VACCINAZIONE

Il periodo ottimale per la vaccinazione antinfluenzale in Italia è quello autunnale, a partire dalla metà di ottobre fino alla fine di novembre.
In linea generale, sulla scorta delle variazioni climatiche degli ultimi anni, onde evitare una diminuzione del tasso anticorpale dopo un periodo di tre mesi dalla vaccinazione, si consiglia di non vaccinare troppo in anticipo rispetto al periodo previsto per l’arrivo dell’epidemia influenzale.

LA RETE ITALIANA DEI MEDICI SENTINELLA

La sorveglianza dell’influenza è attuata in Italia dall’anno 2000.
Il sistema di sorveglianza epidemiologica è costituito da una rete di medici sentinella costituita dai Medici di Medicina Generale e dai Pediatri di libera scelta, con popolazioni di assistiti rappresentative di tutto il territorio nazionale, le cui rilevazioni settimanali consentono di monitorare l'andamento della malattia nelle varie Regioni.

EFFETTI COLLATERALI

In genere il vaccino influenzale non provoca effetti collaterali di rilievo;
in qualche caso si può manifestare, nella zona di inoculazione, lieve reazione cutanea locale (arrossamento, gonfiore, indolenzimento) di breve durata (massimo 48 ore): queste reazioni possono essere piu’ vivaci e di piu’ lunga durata nel caso di utilizzo di vaccini contenenti sostanze adiuvanti.
Il vaccino contiene solo virus inattivati (uccisi) o sue parti, quindi non può provocare sintomi influenzali. Tuttavia, a volte, soprattutto quando il soggetto non ha avuto precedentemente alcun contatto con il virus influenzale, è possibile che, a distanza di 6-12 ore dalla vaccinazione, compaiano sintomi di tipo influenzale (febbre, dolori muscolari, mal di testa, brividi) in forma molto attenuata e transitoria (massimo 48 ore).
Le reazioni allergiche immediate (come asma ed orticaria) sono generalmente dovute ad ipersensibilità alle proteine dell'uovo, contenute nel vaccino in quantità minima.

LA VACCINAZIONE IN GRAVIDANZA

La gravidanza, con i mutamenti a carico dell’apparato respiratorio, cardiocircolatorio ed immunitario, aumenta il rischio di complicazioni influenzali; la donna incinta è inoltre più a rischio di ospedalizzazione che la donna non gravida della stessa età.
Poiché il vaccino è composto da virus inattivati, può essere considerato sicuro durante tutta la gravidanza. Tuttavia, poiché l'aborto spontaneo si presenta più spesso nel primo trimestre di gravidanza, è sconsigliata la vaccinazione durante il primo trimestre per evitare un'associazione tra vaccinazione e aborto.
Per tali motivi, le donne oltre i primi 3 mesi di gravidanza e/o che hanno problemi di salute, che aumentano il loro rischio per le complicazioni d'influenza, dovrebbero eseguire la vaccinazione, non essendovi nessuna controindicazione.


QUANDO NON E' CONSIGLIATA LA VACCINAZIONE

E' controindicata a chi è allergico alle proteine dell'uovo, per la presenza di minime quantità nel vaccino.
In via precauzionale, è preferibile evitare di sottoporsi alla vaccinazione in corso di episodi febbrili
La vaccinazione antinfluenzale non interferisce con altre vaccinazioni; in tal caso è sufficiente utilizzare siringhe diverse e sedi diverse di inoculazione.
Non è controindicata in caso di raffreddore o infezioni minori delle vie respiratorie.
L'efficacia del vaccino dipende dalla risposta anticorpale individuale; pertanto se il sistema immunitario è compromesso, per terapie specifiche (ad esempio con immunosoppressori, cortisone, ecc.) o patologie in atto, l'immunità conferita dalla vaccinazione potrebbe non essere adeguata.
I farmaci a base di cortisone, che deprimono la risposta immunitaria, non sono incompatibili con la vaccinazione, a meno che siano usati per via sistemica ad alti dosaggi.

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